Menu Principale
Articoli recenti
Login

01-08-2010 07:04:19

Riceviamo una lettera di protesta da parte di un dettagliante

Abbiamo ricevuto, e volentieri pubblichiamo sul nostro sito, questa lettera di protesta da parte del Presidente di un consorzio di negozi di acquariofilia. Di seguito pubblichiamo anche la nostra risposta.

Non basta più la garanzia!!!
Non basta più il semplice fatto che il pezzo difettoso venga sostituito!!!
Verifichiamo ormai da tempo il deciso peggioramento della qualità dei nuovi articoli prodotti per il  settore acquariofilo. Le conseguenze di questo fenomeno sono:
1) sostituzione di pompe per filtri interni
2) sostituzione di pompe powerhead
3) sostituzione di riscaldatori
4) sostituzione di "tiranti" che si rompono
5) sostituzioni di magnetogiranti  che si scollano
6) sostituzione di Timer incorporati nei coperti delle vasche
7) sostituzione di lampade UV  completamente corrose dal sale
8) sostituzione di vecchi gruppi luce T8 e nuovi gruppi luce T5
(Relativamente al punto 8 facciamo presente che la percentuale di gruppi luce sostituiti in garanzia è tale da far pensare che il difetto sia di progettazione. Troviamo gruppi luce pieni di acqua: un dipendente di un nostro consociato ha subito una scarica di corrente a causa del suddetto fenomeno).

A questo punto sono d'obbligo delle riflessioni:
-   Un Punto Vendita qualificato può continuare a vendere prodotti così dequalificanti senza che la sua immagine, costruita nel tempo, venga  seriamente compromessa?
-   Quanto costa al Punto Vendita, in termini economici, l'andare avanti e indietro per ritirare, sostituire, riconsegnare l'articolo in garanzia?
-   E' sufficiente il fatto che il Produttore fornisca prontamente la sostituzione del "pezzo" difettoso per garantirne la serietà?
In realtà è il Punto Vendita che deve provvedere ai disagi causati al cliente fornendo soluzioni provvisorie per coprire i tempi d'arrivo del pezzo in sostituzione e, in alcuni casi, si vede costretto a fare magazzino di questi articoli per poter intervenire con celerità ed efficacia.
-   Inoltre se un cliente, un dipendente o noi, titolari del punto vendita, ci prendiamo una scarica di corrente (vedi caso sopra citato) cosa succede? Dobbiamo informare gli organi competenti di quanto accaduto per tutelarci ?
 
Infine prima di chiudere poniamo alcune domande:
1) Perché fino a qualche anno fa non avevamo questi problemi con gli articoli del settore mentre ora incontriamo tutte queste difficoltà ? E' sufficiente un lieve abbassamento di prezzo per giustificare questo?
2) Perché Produttori e Distributori non comunicano ai Punti Vendita la scoperta di  eventuali difetti di produzione?  E' mai possibile che il Punto Vendita debba venire a sapere dai propri clienti che i problemi da lui riscontrati su un articolo sono in realtà ormai "risaputi" e noti nei vari forum di acquariofilia ?

Noi capiamo che il mercato oggi richiede sempre più competitività e che il prezzo diventa un fattore importante ma di questo le Aziende Produttrici devono assumersi le loro responsabilità tenendo conto che è il Punto Vendita ad impiegare energie e ore di lavoro per risolvere i problemi che esse creano ed è ancora il Punto Vendita che, adoperandosi per salvaguardare la propria immagine, salvaguarda così anche quella del Produttore.
Questa stessa lettera è stata da noi inviata  anche ad altre importanti aziende del settore.

Per salvaguardare l'immagine dei nostri Punti Vendita è nostra intenzione inviarla anche a tutta la nostra clientela nella forma e nei modi che riterremo più opportuni.
In attesa di una vostra sollecita risposta porgiamo cordiali saluti

Egregio Presidente,

dalla Sua lettera sembra che tutti i dettaglianti italiani siano costretti a comprare prodotti di qualità sempre più scadente, a discapito dell'immagine e della professionalità dei loro negozi.

Sembra anche che tutti i produttori italiani stiano risparmiando sulla sicurezza e sulla qualità dei propri prodotti.

Ci dispiace che non abbia voluto segnalarci QUALI prodotti di QUALI aziende siano risultati difettati. Avremmo potuto intervenire e segnalare la cosa alle SINGOLE aziende associate coinvolte. E darLe una risposta appropriata e specifica.

Invece ad una lettera così generica dobbiamo dare una risposta altrettanto generica.

Sul mercato italiano si trovano prodotti marcati CE che hanno anche ottenuto marchi di qualità da Enti di Certificazione autorizzati (IMQ, TUV ecc.), con foglietti di istruzione in italiano e ben specificati i nomi dei produttori o degli importatori. Questi prodotti costano, non ci sono dubbi.

Ed è per questo che spesso i dettaglianti preferiscono prodotti di dubbia qualità, di provenienza non ben precisata, mancanti di foglietti di istruzioni o con tali foglietti generici e non tradotti in italiano. Che costano meno. Talmente meno che i dettaglianti dovrebbero insospettirsi.

I dettaglianti possono e devono scegliere. Non solo: se trovano che un prodotto, oltre ad essere difettoso, sia anche pericoloso possono rivolgersi alla locale CCIAA, che funge da "braccio operativo" del Ministero dello Sviluppo Economico. La CCIAA invierà il prodotto in questione ad un laboratorio di prova che lo testerà e, una volta ottenuti i risultati, il Ministero potrà prendere le decisioni appropriate (dalla segnalazione fino al ritiro del prodotto dal mercato).

Ci sembra purtroppo che la sempre maggiore offerta di questi prodotti di bassa qualità risponda ad una proporzionale domanda da parte dei dettaglianti.

Ci sarebbe piaciuto constatare l'esaurimento di questi prodotti per mancanza della domanda. Così non è.

Questo ovviamente non vuol dire che anche alle aziende che producono seriamente non possa capitare il pezzo sbagliato o l'errore di progettazione. Ma non è la condizione generica che Lei ci segnala.

Restiamo a Sua disposizione per qualsiasi segnalazione specifica relativa ai prodotti difettosi.

Nel frattempo La ringrazio per l'attenzione e Le auguro buon lavoro.

Il presidente AIPA, Hansmartin de Jong

 

 
  -